Chi ha visto me, ha visto il Padre

Nel vangelo di questa domenica Gesù capisce quali sono le paure dei suoi discepoli che sono domande di chi si sente e di non avere le forze per affrontare quel domani incerto.

Abbiamo paura del futuro perché abbiamo necessità di vedere il volto di un padre, e ci sentiamo come orfani. Nel volto di un padre anche se con le rughe di una vita, possiamo immaginare come saremo noi domani. Contro le nostre paure Gesù ha parole di incoraggiamento, ci parla come ci parlerebbe un padre e non di accusa. Ci dice “farete cose più grandi di me”. Crediamo a queste parole di Gesù.Nonostante la fatica del cammino non siamo soli.

Egli chiama le sue pecore ciascuna per nome

Gesù sa quali sono due dei bisogni fondamentali per ognuno di noi: quello di essere riconosciuti, quindi chiamati per nome, e quello di sentirci al sicuro. 

Gesù per noi è il pastore ma anche la porta del recinto da cui possiamo entrare o uscire. Non ci ingabbia in una relazione, ma riconoscendo la nostra unicità e le nostre risorse interiori ci invita a andare nel mondo senza paura. Occorre fiducia, ma anzichè fermarci sulle nostre paure, possiamo fidarci di chi ci ama e promette di essere con noi nel cammino della vita.

Buona domenica!

Dio non lascia solo l'uomo deluso

I due discepoli di Emmaus sono l’immagine dell’uomo deluso e in fuga, un uomo che non sa neppure dove andare. Quando siamo delusi spesso scappiamo via, senza però sapere bene dove andare…

Ma qualcuno tiene a noi: Dio insegue sempre l’uomo deluso che sta scappando e non lo lascia solo.

Questa realtà non può che aprire il nostro cuore alla gioia.

Buona domenica

Beati coloro che credono

Il Signore appare ai suoi discepoli dopo la risurrezione, ottenendo reazioni diverse, tuttavia portatrici di salvezza: se i discepoli confessano immediatamente il Signore come Dio, mostrandogli tutta la loro gioia, la perplessità di Tommaso al vedere e toccare il Maestro diviene subito fede. Gesù promette a tutti la vita eterna. Qui anche la nostra speranza! Buona domenica!

Dio vince la morte

La risurrezione è l'avvenimento più importante per il cristiano, ma anche per tutta l'umanità: la morte è sconfitta e ci è data la possiblità di entrare nella vita eterna.

 

 

Non è facile credere alla tua risurrezione,

non è scontato ammettere che proprio tu, il Crocifisso,

umiliato fino alla morte di croce,

sia risorto, sia il vero vincitore,

strappato dalle mani della morte

per entrare nella gloria di Dio.

 

Oggi a distanza di duemila anni,

credere non è ancora qualcosa di immediato:

c'è un travaglio che conduce alla fede,

cìè un cammino da compiere,

c'è una zona oscura da attraversare

per rinascere finalmente alla luce.

(R. Laurita)